L'Epochè: Storia della ricostruzione di una storia
«Come tutte le mattine, finito il suo lavoro all'ospedale,
il dott. Tomoo Tsushima uscì per andare in città. Da qualche mese ciò che,
uscendo dall'ospedale, si ripresentava ai suoi occhi era perfettamente uguale: e del resto
lì intorno, nulla, mai, per nessuna ragione, sembrava avesse la minima
possibilità di cambiare. C'era stata una 'fine del mondo' alle origini, ed
ecco, questa, non c'era dubbio, era un'altra 'fine del mondo'.
Aggiungo, quasi a prefazione di
questo mio racconto, che del resto una terza 'fine del mondo' (ma questo il
dott. Tomoo Tsushima ancora non poteva saperlo) sarebbe cominciata da lì a una
trentina d'anni.
Dunque, con simmetria quasi ragionata, i tre elementi da cui
potevaa
derivare la fine del mondo, si sono successi nella storia dell'umanità nel modo
più chiaro e più semplice. I tre elementi sono: la pericolosità della natura,
la pericolosità dell'uomo, e infine ( ed era ciò di cui il dott. Tomoo Tsushima
non poteva ancora avere coscienza) la finitezza della natura. Cosa,
quest'ultima, che pare naturalmente promettere una 'fine del mondo' definitiva.
Per giorni, per anni, per secoli, la natura si presenta come fraterna all'uomo:
cioè in realtà, paterna, materna ( e quindi anche nella sua benevolenza, già in
qualche modo pericolosa): tuttavia, nella coscienza umana, essa è sentita
fraternamente: una cara, eterna abitudine. Il sole si alza, splende, crescono
le erbe e i fiori, animali e pesci son pronti a farsi uccidere e mangiare; si
mangia, si dorme, si fa l'amore, si canta, si lavora, eccetera eccetera. Di
tanto in tanto l'elemento della pericolosità mortale e definitiva 'viene
introdotto' dal nisterioso narratore della nostra storia, attraverso pericol i
relativi (uragani, tifoni, terremoti, pestilenze, guerre): finché il pericolo
assoluto viene esplicitamente presentato per quello che è e si ha appunto la
'fine del mondo'.
a può
Alla 'fine del mondo' delle origini, l'uomo, come si sa, è
stato capace di soprawivere: con l'abilità, la pazienza, la previdenza; con le
sue prime commoventi tecniche. Da allora in poi la 'pericolosità della natura',
come elemento di potenziale fine del mondo, a quanto pare, è stata vinta e
scongiurata.
Ma ecco (anch'esso 'introdotto' da un'infinità di
prefigurazioni relative di suicidio) il secondo elemento, cioè la 'pericolosità
dell'uomo'. Lo spettacolo che si presentava davanti agli occhi del dott. Torneo
Tsushima stava appunto ll spaventosamente a testimoniare la probabile
realizzazione della pericolosità dell'uomo come 'fine del mondo'. Niente
lasciava sperare, in quei giorni, che non fosse così.
Quanto alla terza 'fine del mondo', quella che non ha a che
fare con questo racconto perché era di là da venire, e che, come abbiamo visto
è dovuta alla 'finitezza della natura', staremo a vedere ... Certo io non
invidio quelli che oggi hanno vent'anni, e tanto meno i loro primi figli. Il
dott. Xxx < >. »
Culto dei morti -ricostruzione di scene delle vite - una
scena è particolarmente interessante - da essa si originano i ricordi visionari
di altre scene ad essa misteriosamente connesse - attraverso un puro lancio
dell'immaginazione e della capacità 'visionaria' il dott. ricostruisce l'intera
storia di una famiglia. Si tratta di un racconto giallo 'di potere'* S'incanta
a guardare un personaggio che a sua volta sta ricordando i morti: e ciò lo
insospettisce.
Tratto da Petrolio di Pier Paolo Pasolini
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