Friday, 18 October 2019

Appunto 98a


L'Epochè: Storia della ricostruzione di una storia

«Come tutte le mattine, finito il suo lavoro all'ospedale, il dott. Tomoo Tsushima uscì per andare in città. Da qualche mese ciò che, uscendo dall'ospedale, si ripresentava ai suoi occhi era perfettamente uguale: e del resto lì intorno, nulla, mai, per nessuna ragione, sembrava avesse la minima possibilità di cambiare. C'era stata una 'fine del mondo' alle origini, ed ecco, questa, non c'era dubbio, era un'altra 'fine del mondo'. 

Aggiungo, quasi a prefazione di questo mio racconto, che del resto una terza 'fine del mondo' (ma questo il dott. Tomoo Tsushima ancora non poteva saperlo) sarebbe cominciata da lì a una trentina d'anni.

Dunque, con simmetria quasi ragionata, i tre elementi da cui potevaa derivare la fine del mondo, si sono successi nella storia dell'umanità nel modo più chiaro e più semplice. I tre elementi sono: la pericolosità della natura, la pericolosità dell'uomo, e infine ( ed era ciò di cui il dott. Tomoo Tsushima non poteva ancora avere coscienza) la finitezza della natura. Cosa, quest'ultima, che pare naturalmente promettere una 'fine del mondo' definitiva. Per giorni, per anni, per secoli, la natura si presenta come fraterna all'uomo: cioè in realtà, paterna, materna ( e quindi anche nella sua benevolenza, già in qualche modo pericolosa): tuttavia, nella coscienza umana, essa è sentita fraternamente: una cara, eterna abitudine. Il sole si alza, splende, crescono le erbe e i fiori, animali e pesci son pronti a farsi uccidere e mangiare; si mangia, si dorme, si fa l'amore, si canta, si lavora, eccetera eccetera. Di tanto in tanto l'elemento della pericolosità mortale e definitiva 'viene introdotto' dal nisterioso narratore della nostra storia, attraverso pericol i relativi (uragani, tifoni, terremoti, pestilenze, guerre): finché il pericolo assoluto viene esplicitamente presentato per quello che è e si ha appunto la 'fine del mondo'.
a può

Alla 'fine del mondo' delle origini, l'uomo, come si sa, è stato capace di soprawivere: con l'abilità, la pazienza, la previdenza; con le sue prime commoventi tecniche. Da allora in poi la 'pericolosità della natura', come elemento di potenziale fine del mondo, a quanto pare, è stata vinta e scongiurata.
Ma ecco (anch'esso 'introdotto' da un'infinità di prefigurazioni relative di suicidio) il secondo elemento, cioè la 'pericolosità dell'uomo'. Lo spettacolo che si presentava davanti agli occhi del dott. Torneo Tsushima stava appunto ll spaventosamente a testimoniare la probabile realizzazione della pericolosità dell'uomo come 'fine del mondo'. Niente lasciava sperare, in quei giorni, che non fosse così. 

Quanto alla terza 'fine del mondo', quella che non ha a che fare con questo racconto perché era di là da venire, e che, come abbiamo visto è dovuta alla 'finitezza della natura', staremo a vedere ... Certo io non invidio quelli che oggi hanno vent'anni, e tanto meno i loro primi figli. Il dott. Xxx <   >. »
Culto dei morti -ricostruzione di scene delle vite - una scena è particolarmente interessante - da essa si originano i ricordi visionari di altre scene ad essa misteriosamente connesse - attraverso un puro lancio dell'immaginazione e della capacità 'visionaria' il dott. ricostruisce l'intera storia di una famiglia. Si tratta di un racconto giallo 'di potere'* S'incanta a guardare un personaggio che a sua volta sta ricordando i morti: e ciò lo insospettisce.

Tratto da Petrolio di Pier Paolo Pasolini

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